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Analisi S.W.O.T., cos’è e come applicarla nella tua azienda

  • agosto 02, 2018
  • blog

La parola d’ordine per non navigare a vista in un mercato sempre più complesso e competitivo è analizzare. Con l’analisi S.W.O.T. puoi farlo.

Valutare attentamente sia la propria azienda che il mercato in cui si opera serve a mettere a fuoco i punti chiave della propria attività. Per avviare o portare avanti un business bisogna prima avere ben chiari gli obiettivi aziendali e gli strumenti necessari per raggiungerli. Senza strategia e pianificazione non si arriva da nessuna parte.

Esiste un metodo efficace per facilitare questo compito?
Si, l’analisi S.W.O.T.. Il modello è stato creato da Albert Humphrey negli anni ’60 ed ancora oggi risulta efficace per ogni genere di business. Grazie all’analisi S.W.O.T. potrai avere uno straordinario strumento di pianificazione strategica per la tua azienda.

Cos’è l’analisi S.W.O.T.?

L’acronimo S.W.O.T. sta per Strengths, Weaknesses, Opportunities e Threats che tradotto significa Forza, Debolezza, Opportunità e Minacce. I primi due punti (forze e debolezze) descrivono fattori interni all’azienda, mentre gli altri due (opportunità e minacce) sono fattori esterni all’azienda.
In pratica grazie all’analisi S.W.O.T. l’imprenditore può valutare cosa accade nel mercato in cui opera e quali possono essere i punti di forza e debolezza del suo business nonché valutare le opportunità offerte dal mercato o le minacce che il mercato stesso presenta alla possibilità di realizzare un obiettivo imprenditoriale.

Quali sono i vantaggi dell’utilizzo dell’analisi S.W.O.T.?

Se correttamente utilizzata l’analisi S.W.O.T. permette all’imprenditore di conoscere nel dettaglio gli aspetti fondamentali del proprio business e di ridurre al minimo il rischio d’impresa e il conseguente rischio finanziario.

Vediamo quali sono le componenti che permettono di effettuare l’analisi S.W.O.T.

STRENGHTS – PUNTI DI FORZA: ogni aspetto in cui l’imprenditore eccelle è il suo punto di forza. E su quelli deve puntare, basando la sua differenziazione proprio su questi aspetti. Facciamo degli esempi: i tuoi punti di forza possono essere la qualità del prodotto, la competenza tecnica, ecc.
WEAKNESSES – PUNTI DI DEBOLEZZA: i punti di debolezza sono gli aspetti in cui l’imprenditore è più debole, sono le aree in cui può e deve migliorare. E’ importante fare un’analisi lucida dei propri punti di debolezza perché spesso l’ostacolo più grande alla realizzazione del proprio obiettivo di business è proprio un “difetto” dell’imprenditore.
OPPORTUNITIES – OPPORTUNITA’: si tratta delle opportunità offerte dal mercato. Le opportunità sono dietro l’angolo, basta solo essere attenti e saperle cogliere. Ad esempio Internet è una opportunità offerta dalla tecnologia, da sfruttare non da subire.
THREATS – MINACCE: sono le minacce che provengono dal mercato. Ogni cambiamento del mercato in cui si opera può rappresentare una minaccia, per questo motivo un’accurata analisi diventa fondamentale per “prevenire anziché curare”. Per esempio l’avvento della fotografia digitale ha messo in crisi il mercato delle pellicole fotografiche.

Tutti i punti dell’analisi S.W.O.T. vanno considerati insieme, inseriti in un’analisi più ampia definita business plan. E’ importante affidarsi ad un professionista che sia in grado di leggere e interpretare i dati che emergeranno dall’analisi S.W.O.T. per mettere in atto una strategia ad hoc.

Contattaci, impostiamo insieme una analisi S.W.O.T. 

 

Cash flow, il re della gestione aziendale

  • agosto 02, 2018
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Una corretta analisi dei flussi di cassa (cash flow) sancisce la differenza fra il successo o il fallimento di una impresa.

Il cash flow, ovvero il flusso di cassa, è l’ammontare delle risorse nette prodotte dall’impresa in un anno come differenza tra tutte le entrate e tutte le uscite generate. In parole povere sono i movimenti di denaro che entrano ed escono dalla tua azienda.
Sapere gestire i flussi di cassa in maniera efficace è ciò che fa la differenza fra il successo e il fallimento. Una impresa che non è in grado di gestire e controllare i flussi di cassa non potrà garantire il cosiddetto “autofinanziamento” ovvero la capacità di produrre la liquidità necessaria per mantenersi in attività. Diventa quindi cruciale creare le condizioni migliori possibili per incassare i proprio crediti in maniera puntuale.

Cash flow positivo o negativo. Quale è la differenza?

Cash flow positivo – si parla di flusso di cassa positivo quando, partendo dall’analisi di un dato periodo di tempo, ci sono più liquidi in cassa alla fine del periodo preso in esame rispetto al periodo iniziale. In pratica accade quando i tuoi incassi superano l’ammontare delle tue spese. Questo ti permetterà di poter pagare i tuoi debiti – affitti, dipendenti, imposte, fornitori, ecc. – e di fare investimenti per fare crescere la tua attività.
Cash flow negativo – se il flusso di cassa è negativo rischi di non riuscire a garantire un normale andamento della tua attività e di rimanere indifeso contro rischi o imprevisti. In pratica accade quando spendi più di quanto guadagni. Questa situazione si crea ad esempio quando passa troppo tempo tra il momento in cui i tuoi clienti ti pagano rispetto alla scadenze fissate per il pagamento dei fornitori.
Un buon imprenditore sa che non è possibile controllare quello che non puoi misurare. E’ per questo motivo che l’analisi dei flussi è l’unico modo per capire i movimenti fatti dal denaro.

Come fare a mantenere un cash flow positivo?

La prima cosa da fare è monitorare e controllare in maniera sistematica i flussi di cassa. Troppo spesso si ritiene che la gestione finanziaria e l’analisi del cash flow siano strumenti necessari solamente alle grandi realtà imprenditoriali. Invece è vero il contrario: il 70% delle partite IVA chiude per problemi finanziari.
Basterebbe cominciare a ragionare in termini di gestione professionale della prima nota cassa e banca per monitorare i flussi di denaro in entrata ed uscita e mettersi nelle condizioni di fare scelte aziendali dettata da una strategia precisa invece che dall’emergenza .
E’ buona cosa inoltre ragionare sempre in termine previsionali in modo da essere in grado di affrontare eventuali situazioni impreviste come il possibile fallimento di un cliente con conseguente perdita del credito. A tale proposito è utile poter disporre di una riserva di capitale al quale attingere per avere un buon margine di sicurezza contro rischi e imprevisti: può trattarsi di un fido oppure di una linea di credito rinnovabile.

Contattaci, analizziamo insieme i tuoi flussi di cassa 

Budget, il potere del bilancio previsionale

  • agosto 02, 2018
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Smettere di navigare a vista è possibile oltre che necessario. L’imprenditore è chiamato a lavorare sul budget per realizzare i suoi obiettivi a breve termine.

Spesso l’imprenditore si trova a guardare la sua azienda basandosi sui dati del bilancio annuale e magari usa quei dati per pensare al proprio futuro. Il bilancio consuntivo fotografa la situazione dell’anno precedente non quella attuale. Purtroppo dal punto di vista aziendale usare il bilancio consuntivo per prendere decisioni di business significa quindi basarsi sul passato, non sul presente né sul futuro.
Il mezzo principale che dovrebbe invece guidare le scelte manageriali è il bilancio previsionale, ovvero il budget. Spesso le PMI non si dotano di un budget perché l’imprenditore ritiene che la pianificazione sia inutile e di difficile realizzazione e che il controllo sia un processo costoso che non si può permettere. Sicuramente lavorare su numeri previsionali è difficile, ma di fatto è l’unico strumento che permette di affrontare il futuro seguendo una bussola che ti guida. Solo con il budget è quindi possibile pianificare gli investimenti futuri, definire gli obiettivi e controllare il raggiungimento degli stessi.

Cos’è il budget?

E’ un documento che evidenzia i risultati economici e finanziari che l’azienda intende raggiungere nel breve termine con estensione temporale di un anno. Se l’azienda non è pronta ad impostare delle previsioni aziendali, di seguirne lo sviluppo e valutarne gli scostamenti è inutile impostare un budget.

A cosa serve il budget?

I punti fondamentali del budget sono la pianificazione, il controllo e la verifica. Nella stesura di un budget è necessario tenere in considerazione sempre la strategia che l’azienda intende seguire e gli obiettivi che si prefigge. Si parte analizzando la situazione iniziale, gli investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi nei prossimi 12 mesi, valutando se la struttura organizzativa attuale ti permette di raggiungere i tuoi obiettivi.

Qual é la struttura del budget?

La struttura di un budget può essere più o meno articolata ma di solito si compone dei seguenti documenti:
1. Budget economico: assume la forma del conto economico e dovrà evidenziare i costi e i ricavi dell’esercizio futuro, il reddito di esercizio, i risultati economici lordi o intermedi;
2. Budget patrimoniale: è uno stato patrimoniale preventivo riferito al 31 dicembre dell’anno successivo. Viene rappresentato riclassificando il documento tradizionale secondo criteri finanziari distinguendo da un lato gli investimenti in capitale, dall’altro le fonti di finanziamento.
3. Budget finanziario: si individuano gli investimenti necessari all’azienda. I flussi finanziari si possono distinguere in un prospetto di cash flow e nel budget di cassa.

Contattaci, scriviamo insieme il budget della tua azienda